LE BRICIOLE CHE CHIAMAVO AMORE di Fabrizio Macagno, ALETTI EDITORE
Per la collana I Diamanti – Poesia di Aletti Editore ecco Le briciole che chiamavo amore di Fabrizio Macagno con la prefazione di Giuseppe Aletti.
Piccoli angoli in cui il tempo prova a fermarsi…

RECENSIONE LE BRICIOLE CHE CHIAMAVO AMORE
Le briciole che chiamavo amore è una delicata raccolta di poesie, un viaggio breve ma profondo all’interno dell’animo di chi ha riconosciuto la differenza tra l’amore vero e un’illusione.
Piccole attenzioni, rare e incerte, sembravano bastare. Gesti minimi, parole a metà, promesse sfiorite: frammenti scambiati per amore mentre il cuore attendeva, silenzioso. Un viaggio tra nostalgia e risveglio, dove le briciole si dissolvono e resta solo la consapevolezza di meritare tutto.
Nido sicuro, posto speciale in cui non hai paura di dire nulla…
Leggere questa raccolta è come sfogliare il diario di un’anima che ha amato troppo, forse nel modo sbagliato, forse nel momento sbagliato. L’autore ci offre una raccolta poetica essenziale e profonda, dove ogni verso è una ferita appena rimarginata, una confessione sussurrata tra le righe.
Macagno intreccia poesia e verità, dando voce a chi ha vissuto nell’illusione, fino a scoprire che l’amore non è un’attesa, ma una scelta reciproca.
La sua scrittura, infatti, è asciutta, a volte quasi scarna, ma proprio per questo colpisce più forte. Non cerca di impressionare con paroloni o costruzioni elaborate: va dritto al punto, con semplicità e intensità. Ogni poesia sembra una fotografia emotiva, un’istantanea di momenti vissuti, in bilico tra speranza e disillusione. Non a caso l’autore è anche fotografo: si percepisce il suo occhio attento ai dettagli, alle sfumature, ai silenzi.
Il tema centrale, l’amore che non basta, è affrontato con grande sincerità. Macagno parla di relazioni in cui ci si accontenta di poco, di “briciole”, appunto, che vengono scambiate per amore solo perché si ha bisogno di crederci. Ma man mano che le pagine scorrono, si fa strada una consapevolezza nuova: quella che l’amore, quello vero, non si accontenta, non umilia, non lascia vuoti.
Ciò che colpisce è la capacità dell’autore di parlare a tutti: chiunque abbia vissuto almeno una volta un amore sbilanciato, un’attesa delusa, una promessa non mantenuta, si riconoscerà tra queste righe. Non ci sono nomi, non ci sono storie specifiche, eppure ognuno può ritrovare un pezzo di sé in queste parole.
Un libro che si legge in poco tempo, ma che rimane dentro a lungo. Adatto a chi cerca poesia vera, sincera, capace di toccare corde intime senza artifici. Non è una lettura facile in senso emotivo, ma è proprio questo il suo valore: sa farci riflettere su quanto valiamo, su cosa chiediamo agli altri e cosa siamo disposti ad accettare.
In definitiva, Macagno ci regala una raccolta delicata e intensa, un piccolo scrigno di emozioni che racconta l’amore nella sua forma più fragile e autentica.

- Autore: Fabrizio Macagno
- Prefazione: Giuseppe Aletti
- Edizione: Aletti Editore
- Genere: poesia
- Data di pubblicazione: aprile 2025
- Formato: 14 x 21 cm, copertina flessibile
- Pagine: 64
- Il voto di Chri: 4 stelline
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