MISURARE IL VUOTO di Caterina Villa, EDIZIONI LINDAU
Per la collana Contemporanea edita da Edizioni Lindau ecco Misurare il vuoto nuovo romanzo di Caterina Villa.
Infila le chiavi nella toppa e spinge forte, aiutandosi con la spalla buona…

RECENSIONE MISURARE IL VUOTO
Misurare il vuoto è un romanzo sulle fragilità umana, un’opera prima che si è fatta notare per la sua forte dimensione emotiva e per il modo in cui la storia riesce a catturare chi legge.
Ambientato sulla sponda del Lago Trasimeno, luogo in cui si trova una strana roulotte. Non è chiaro a chi appartenga né come o perché sia arrivata lì, ma resta accessibile a chiunque abbia bisogno di un luogo tutto suo, lontano dalle pressioni della vita di ogni giorno.
Nicola, Ofelia, Simone e il misterioso T. vi lasciano pensieri dolorosi e segreti. Nicola è oppresso dal rimorso per un amore del passato che lo ha segnato profondamente; Ofelia prova a liberarsi dall’ombra di una madre troppo ingombrante; Simone, invece, è intrappolato in una relazione tossica che pensa di meritare.
Nessuno conosce davvero T., ma è solito lasciare messaggi inquietanti che sembrano alludere a un evento terribile. Poi, un giorno, tutto cambia: qualcuno ha chiesto che la roulotte venga rimossa, e l’unico modo per evitarlo è scoprire chi ne sia il proprietario.
Pesava come un cesto di susine selvatiche. Non avevamo una bilancia, ma so che ho ragione…
Una storia delicata che procede in punta di piedi, raccontando il modo in cui le persone affrontano le proprie fragilità e i vuoti interiori che a volte sembrano impossibili da colmare. Un romanzo che si addentra nelle zone più intime dell’animo umano, indagando ferite, rimpianti, rapporti complessi e il desiderio di ricominciare.
Attraverso una narrazione corale, ritmata da capitoli brevi e incisivi, l’autrice dà forma a una storia profonda, in cui il realismo si fonde con un tono lirico per dare voce a ferite ancora aperte e a nuove possibilità di rinascita.
Al centro della storia c’è un elemento semplice ma ricco di significato: una vecchia roulotte lasciata lì, apparentemente senza padrone. Questo spazio diventa una sorta di rifugio provvisorio, un luogo sospeso in cui vari personaggi finiscono per incrociarsi, in modo diretto o indiretto, portando con sé il proprio bagaglio emotivo. La roulotte diventa così valore di un simbolo, un punto di raccolta per pensieri, ricordi e confessioni.
La narrazione si sviluppa attraverso più punti di vista, seguendo personaggi diversi, ognuno con il proprio passato e le proprie ferite:
- c’è chi convive con il rimpianto e con la malattia,
- chi non è mai riuscito a uscire dall’ombra di un lutto,
- chi resta intrappolato in un rapporto complicato,
- chi, invece, sembra custodire un segreto.
Attraverso i loro sguardi, il lettore entra poco alla volta nelle loro vite e scopre come il “vuoto” evocato dal titolo possa assumere molte forme: perdita, solitudine, timore del futuro o la sensazione di non sapere più quale direzione prendere.
Il tono con cui queste vicende vengono raccontate è essenziale con una scrittura limpida, che lascia emergere le emozioni in modo naturale, senza forzarle. Ciò la rende una storia che invita a rallentare e a riflettere, come se anche chi legge le pagine entrasse in quella roulotte per osservare più da vicino i personaggi.
Quindi, un esordio che colpisce per sensibilità e per la capacità di raccontare l’interiorità senza retorica. È un romanzo che parla della fragilità umana con autenticità e lascia nel lettore una sensazione di riflessione silenziosa. Non è una lettura rumorosa o travolgente, ma che si deposita lentamente, continuando a far emergere domande e pensieri anche dopo aver chiuso il libro.
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- Autore: Caterina Villa
- Edizione: Edizioni Lindau
- Genere: narrativa
- Formato: 13 x 21 cm, copertina flessibile
- Data di pubblicazione: 13 febbraio 2026
- Pagine: 268
- Il voto di Chri: 5 stelline
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