REBETIKO e REBETISSA di David Prudhomme, COCONINO PRESS

REBETIKO e REBETISSA di David Prudhomme, COCONINO PRESS

Per la collana Coconino Cult edita da Coconino Press ecco Rebetiko (La mala erba) e Rebetissa (L’antidoto) scritti e illustrati da David Prudhomme. Traduzione di Donatella Pennisi Guibert (Rebetiko) ed Emanuela Caillat (Rebetissa). 

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REBETIKO e REBETISSA di David Prudhomme, COCONINO PRESS tavole interne

RECENSIONE REBETIKO e REBETISSA

Rebetiko e Rebetissa sono due splendidi fumetti a colori, un dittico sorprendente che riesce a narrare la musica e la vita vissuta senza mai farle percepire davvero.

È proprio da qui che bisogna cominciare: sono opere che parlano di musica, suono, ritmo e voce ma lo fanno attraverso ciò che musica non è, almeno in apparenza. Silenzi, gesti, corpi, sguardi diventano il vero linguaggio del racconto. Un paradosso solo superficiale, perché leggendo si capisce subito che la musica è ovunque, anche quando non viene mai mostrata in modo esplicito.

La storia ci porta nell’Atene degli anni Trenta, in un’epoca segnata da repressione politica e culturale durante la dittatura di Metaxas. Il rebetiko, musica popolare e marginale, legata a taverne, ambienti poveri e vite fuori norma, è visto dal potere come qualcosa di sovversivo, da controllare e censurare. Dentro questo scenario, l’autore costruisce due narrazioni che evitano ogni intento didattico o storico in senso stretto, immergendosi invece completamente in un’atmosfera fatta di fumo, alcol, notti interminabili, legami fragili e improvvise esplosioni di violenza.

  • Rebetiko(La mala erba), il primo volume, procede come una corsa continua. Seguiamo un gruppo di musicisti lungo una giornata che si trasforma in un vortice di incontri, scontri, fughe, momenti di esaltazione e cadute repentine. Il tutto è narrato come un flusso ininterrotto che ricorda un’improvvisazione musicale. I personaggi sembrano costantemente in bilico, pronti a perdere tutto: libertà, dignità, talvolta la vita stessa. Eppure continuano a suonare, a cantare, a condividere il tempo insieme. La musica li unisce, ma al tempo stesso li consuma. In questo primo capitolo prevale una dimensione fortemente maschile: un’energia istintiva, ruvida, spesso autodistruttiva.
  • Con Rebetissa (L’antidoto), Prudhomme torna in quello stesso universo, ma cambiando punto di vista. Le donne, prima relegate ai margini, diventano finalmente centrali. Non sono semplici presenze ornamentali, ma cantanti, lavoratrici, figure determinate che cercano spazio in un contesto ostile e in una società che le limita. Il racconto si fa più introspettivo e stratificato: mantiene la sua intensità, ma rallenta il ritmo per approfondire relazioni, emozioni e conflitti interiori.

Se Rebetiko era un’esplosione improvvisa, Rebetissa è una combustione lenta e persistente. In entrambi i volumi colpisce la capacità dell’autore di costruire un linguaggio visivo potentissimo. Il tratto è libero, vibrante, a tratti nervoso. Le tavole non appaiono mai rigide o schematiche, ma sembrano nascere da un gesto immediato, quasi istintivo, come se fossero improvvisate.

I colori contribuiscono a creare un’atmosfera calda e densa, a volte quasi opprimente, pur nella bellezza delle tonalità e dei giochi di luce e ombra. Atene non è un semplice sfondo, ma una presenza viva: vicoli, interni saturi di fumo, spazi in cui i corpi si muovono, si incontrano e si scontrano.

REBETIKO e REBETISSA di David Prudhomme, COCONINO PRESS recensioni dei fumetti e tavole

E poi c’è ancora la musica o meglio, la sua apparente assenza. Prudhomme rinuncia alle convenzioni tipiche del fumetto per rappresentarla non utilizzando note disegnate né onomatopee. Eppure il ritmo si avverte chiaramente. Sta nel montaggio delle scene, nella sequenza delle vignette, nella disposizione dei corpi nello spazio.

Il lettore, infatti, riesce a cogliere pienamente qualcosa che non viene mai rappresentato in modo esplicito. Si tratta di un esempio estremamente efficace di come il fumetto sia capace di suscitare emozioni articolate senza doverle mostrare direttamente.

Dal punto di vista tematico, entrambe le storie ruotano attorno alla libertà. Libertà artistica, certo, ma anche personale. I personaggi vivono ai margini, spesso in conflitto con l’autorità, e la loro musica diventa una forma di resistenza. In Rebetissa, questo discorso si amplia, includendo anche la questione della voce femminile e del diritto delle donne a occupare uno spazio che tende a escluderle.

Letti insieme, Rebetiko e Rebetissa non sono semplicemente due storie ambientate nello stesso contesto, ma due movimenti di un’unica composizione. Il primo è più istintivo, caotico, travolgente; il secondo più consapevole, profondo, articolato. Entrambi condividono però una qualità rara, quella di trasformare il fumetto in un’esperienza sensoriale, quasi fisica.

Ovviamente non sono letture immediate, né pensate per essere consumate distrattamente. Fortunatamente richiedono attenzione e disponibilità a lasciarsi guidare, ad abitare i silenzi. Proprio per questo restano a lungo, come una melodia che continua a risuonare anche quando sembra essersi spenta.

Leggi le altre recensioni di libri della stessa casa editrice QUI.

  • Autore: David Prudhomme
  • Illustrazioni, colori e copertina: David Prudhomme
  • Traduzione: Donatella Pennisi Guibert (Rebetiko) ed Emanuela Caillat (Rebetissa)
  • Edizione: Coconino Press
  • Genere: fumetto a colori
  • Data di pubblicazione: gennaio 2026
  • Formato: 21,5×29 cm, copertina rigida
  • Pagine: 104 (Rebetiko) e 112 (Rebetissa)
  • Il voto di Chri: 5 stelline

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